Forgive and Forget …..

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Samsung Galaxy S3 vicino ai 10 milioni di pre-ordini

Stando alle notizie trapelate in questi giorni,il nuovissimo top di gamma della coreana Galaxy S3 avrebbe raggiunto i quasi 10 milioni di pre-ordini in vista della data di uscita fissata al 29 maggio 2012.Risultato molto importante considerando che il predecessore,il Galaxy S2,ha toccato la quota di 20 milioni di device venduti solo dopo un anno dall’uscita ufficiale.Il primato di smartphone più venduti al mondo rimane quindi in casa Samsung e,di questo passo,sarà difficile per i concorrenti recuperare il terreno perso.

Windows 8 Release Candidate Preview Free Download in 2 June?

Secondo varie fonti che sono trapelate in rete,oltre che all’annuncio ufficiale da parte di Microsoft (vedi foto),il giorno 2 Giugno 2012 ci sarà il rilascio di Windows 8 Release Cadidate Preview.Bisogna capire se in tale occasione ci sarà il free download dei file iso come nei precedenti rilasci (Developer Preview e Consumer Preview,ndr)….restate sintonizzate sul nostro blog di D.C. per news immediate a riguardo!

Dopo P.M. Group e Key World,ecco a voi la nuova frontiera del Porta a Porta: Unit Group!

Il detto dice “non c’è due senza tre” …e dice benissimo!Ho ricevuto nella giornata di ieri una telefonata (numero anonimo,si sono superati!) da una segretaria facente parte dell’azienda “Unit Group”….indovinate cosa mi ha detto? Che il mio curriculum è stato scelto tra tanti e che sono stato invitato alla selezione che la copertura di posti che spaziano “dall’amministrazione alla gestione della clientela”…..suona anche a voi familiare vero? Io ho semplicemente risposto “ho già fatto un colloquio con una vostra azienda concorrente” e lei,un pò stizzita,ha ribattuto: “non è interessato allora?”…..adesso sono io che non voglio lavorare,robe da matti!!!

La carica dei 140.000 Mac OS-X infettati dal Trojan FlashBack …. conseguenze della nuova popolarità?

Nonostante le patch rilasciate recentemente dalla Apple e gli strumenti di rimozione malware comparsi in rete il potente trojan Flashback continua a mietere Mac OS X,tanto che i terminali infettati sono più delle previsioni della Symantec (99.000 previsti contro i 140.000 attuali) anche se in drastico calo rispetto all’inizio del contagio (quasi 600.000).

Con questo non bisogna fare inutili allarmismi, ma molte persone devono capire che i Mac non sono invulnerabili,bisogna prestare maggiore attenzione.Attualmente, ci sono un bel po’ di sistemi OS X non aggiornati con i quali il “simpatico” Flashback va a nozze entrando ancora più facilmente. Si installa senza necessitare di conferme da parte dell’utente e inizia a rubare dati di navigazione e password per poi farne carne da macello.

Chi ha sempre detto che l’aumento della popolarità di OS X sarebbe coinciso con l’aumento dei malware disegnati per questo sistema operativo è stato un facile profeta.Per capirlo, basta andare su Google e digitare Backdoor.OSX.SabPub.a, il nome di un altro malware per Mac che sta girando nelle ultime settimane e che si insedia nel sistema attraverso un file di Word infetto. Vi suona familiare?

Fonte: Geekissimo dot Com

 

Le magnifiche “consulenze pubbliche” di Comuni,Province e Regioni…detto anche:il magnifico sperpero di soldi….sempre pubblici

Secondo la Corte dei Conti, ogni anno in Italia vengono spesi circa 2 miliardi di €uro in consulenze pubbliche (circa 275 mila), figure professionali che servono per risolvere le “emergenza di tutti i giorni quando i dipendenti statali si trovano in difficoltà”.Fin qui tutto apparentemente chiaro e, soprattutto, utile alla causa.Se però si inizia ad analizzare bene gli incarichi che vengono svolti durante queste consulenze,si rendiamo conto che il più delle volte risulta questi lavori sono più o meno inutili o,quantomeno,bizzarri;in altri casi sono dei “doppioni” ai già abbondanti dipendenti pubblici,quelli….un po’ più pigri.Ma entriamo più nei dettagli elencando alcune delle mansioni svolte recentemente in giro per l’Italia.

MILANO
Letizia Moratti e i regali agli amici - Wilma De Angelis ha ricevuto 12.124 euro per una consulenza sulla sicurezza alla Polizia stradale. Mentre Red Ronnie per curare l’immagine del sindaco riceve 105 mila euro e Alain Elkann, individuato come “soggetto idoneo a fornire supporto al sindaco nel piano di comunicazione strategica e integrata del Comune”, ha portato a casa 37.498 euro. L’ex sindaco di Milano Letizia Moratti è la regina delle consulenze. Durante il suo mandato ne ha distribuite circa tremila per una cifra che sfiora i 48 milioni di euro. 400 mila euro li assegna al “garante tutela animali”, Gianluca Comazzi. Che non è un veterinario di fama internazionale, ma era candidato nella lista Moratti, non eletto. 379 mila euro finiscono invece a Fabio Massimo Saldini per “assistenza e supporto specialistico alle attività per definizione del piano verde”. Saldini è un architetto noto, considerato vicino a Paolo Berlusconi. Moratti chiede aiuto anche a Manuela Di Mauro alla quale affida quattro consulenze per complessivi 50 mila euro per “attività di comunicazione”. Di Mauro è la compagna di Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio comunale durante il mandato Moratti e candidato sindaco del Terzo Polo nel maggio 2011 proprio contro Lady Letizia. L’ex ministro dell’Istruzione investe molto nella comunicazione. A spese del Comune, ovviamente. Distribuisce venti consulenze per “attività di comunicazione”. Oltre ad Alessandro Usai, suo portavoce, che percepisce 277 mila euro, ne assegna 112 mila a Marco Pogliani per “riaffermare il programma della città” e 64 mila a Giuseppe Mazza per “slogan pubblicitari”.

MANTOVA
La difficoltà maggiore sembra essere la gestione delle carta d’identità elettronica: Maurizia Onorato incassa 42.786mila euro per il “progetto di consolidamento e razionalizzazione” dei documenti.

PARMA
400mila euro per il benessere - Il Comune di Parma è finito davanti alla Corte dei Conti per una consulenza di 50mila euro assegnata per dei lavori alla società Alfa ingegneria dell’ex assessore ai lavori pubblici, Giorgio Aiello. Il procedimento è a carico dell’ex sindaco Pietro Vignali e di altri otto assessori comunali, oltre a due dirigenti comunali, tutti firmatari del provvedimento che approvava la consulenza. Una, sarà sfuggita. Tra le tante autorizzate. Il maggior numero è finalizzato alla tutela in giudizio legale e a consulenze a studi di avvocati: complessivamente oltre 300mila euro. Necessario anche un aiuto sul fronte della comunicazione. Così il sindaco Vignali affida una “consulenza tecnica al sindaco relativo alle relazioni esterne” per 72.222 euro a Mauro Casalini. L’esborso più importante per una singola consulenza il Comune di Parma lo compie a favore diMaria Cecilia Greci: 368.967 euro per il ruolo di “responsabile agenzia ufficio di obiettivo per l’innovazione ed elaborazione delle politiche per lo sviluppo e il benessere delle famiglie”. La consulenza scade nel giugno 2012: è durata più del sindaco che si è dimesso a settembre dopo l’inchiesta per corruzione che ha coinvolto l’assessore Paolo Bernini e altri dirigenti.

LUCCA
A Lucca cercano di fare un censimento dei colombi e poi d’informare la cittadinanza al prezzo di 8 mila euro (come in Totò truffa), ma non rinunciano al corso “Qualità totale” per l’amministrazione comunale alla modica cifra di 19 mila euro. Ai lucchesi piace comunicare, dunque il sindaco Mauro Favilla (centrodestra) ha bisogno di un gruppo nutrito e costoso durante il suo mandato: un portavoce, impegnato anche per “l’elaborazione di proposte e interventi finalizzati al rilanciato qualitativo della città” (284 mila euro); un collaboratore per la “definizione e proposta di politiche e comunicazione verso l’esterno (272 mila euro); un curatore per le “attività di comunicazione del consiglio comunale” (27 mila euro). Totale: 583 mila euro. A Prato vanno di moda i valletti comunali, decine ogni anno, 400 o 500 euro a prestazione.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO (ASCOLI PICENO)
Nel Comune in provincia di Ascoli Piceno, occorrono due collaboratori e 45 mila euro di consulenza tecnica per catalogare il patrimonio bibliotecario.

SALERNO
Ad Angri, in provincia di Salerno, Il 2010 ha fatto moltiplicare le consulenze (circa 20 mila euro l’una) per i permessi a costruire e i condoni edilizi. La task force contro l’abusivismo è costata, circa 200 mila euro. ASalerno, invece, le consulenze maggiori sono andate al direttore artistico del teatro Verdi, Daniel Oren, con 245 mila euro e a un anziano funzionario da sempre legato al Comune, Felice Marotta, che ha ricevuto 81 mila euro come “responsabile del coordinamento attuazione programma” dell’amministrazione di Vincenzo De Luca. Il sindaco, nel ‘93, alla sua prima elezione, aveva affermato che avrebbe “epurato” Marotta dal Municipio. Dopo averlo invece trattenuto come consulente, con una delibera del 30 dicembre 2011, l’ha infine nominato segretario generale del Comune. È sempre utile avere degli amministratori capaci.

LECCE
Un manager che fa risparmiare energia - Il primo giugno 2011, sindaco, segretario generale, assessori e consiglieri del Comune di Lecce ricevettero una dotta lettera per risparmiare sulla corrente elettrica: spegnere le apparecchiature lasciate in stand-by e le luci quando non si è in stanza, staccare i caricatori dei cellulari quando non in funzione, utilizzare lampade a basso consumo, adoperare meno l’ascensore, utilizzare le tende con accortezza (tenendole chiuse in estate, ma mai sui termosifoni d’inverno), utilizzare l’automobile il meno possibile e, ancora, “sbrinare il frigorifero” e “mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola”. L’Energy Manager istituito dal Comune di Lecce è costato ai cittadini 33 mila euro l’anno. Speriamo abbiano almeno risparmiato sulla corrente elettrica. L’Energy non è d’altronde l’unico manager acquisito all’amministrazione del Comune pugliese. Lecce può anche vantare una Bobby Manager: di che si occupa? Per soli 22 mila euro l’anno, la nuova figura, istituita con delibera 127 del 2010, si occupa di “animali di affezione e prevenzione del randagismo”. Il problema deve essere particolarmente sentito in città poiché la giunta già dispone di un assessore all’Igiene e Randagismo.

Provincia di CATANIA
Hanno investito 40 mila euro per attività di studio e ricerca esperto settore bioimmagini e bioingegneria, e 36 mila euro per attività di studio e ricerca esperto biosegnali e applicazioni di telemedicina. In provincia fioccano le pubblicazioni. A Gravina di Catania il portavoce del sindaco (che ha un’indennità di 6 mila euro l’anno) riceve altri 3.060 euro per produrre il periodico Gravina di Catania Informa. A Misterbianco (50 mila abitanti), la redazione di Misterbianco in Comune, frutta al suo estensore 26.928 euro l’anno.

PALERMO
A Palermo l’esperto in materia di immagine grandi eventi per il Festino di Santa Rosalia è il critico d’arte alsaziano Philippe Daverio (per 29.340,90 euro).

MAZARA DEL VALLO (TRAPANI)
Il sindaco ha un esperto in materia di rapporti con il mondo islamico. Per circa 50 mila euro l’anno lo fa il sociologo Khaled Fouad Allam.

Ovviamente ce ne sono tantissimi altri,ma io ho elencato solo i più…”divertenti” (se non fossero soldi pubblici ovviamente).Una cosa mi sto domandando in questo momento:ma ai piani alti del potere nessuno si accorge di questa carneficina economica?Riescono solo a vedere il problema della crisi nell’art.18,nella riforma delle pensioni e sulla necessita di disarcionare una mandria di tasse verso la popolazione per incassare?E i recenti “suicidi di Stato” davanti all’Agenzia delle Entrate?Non vengono messi in conto?

 

 

La politica delle riforme truffa: vent’anni di bugie sul (mancato) taglio dei parlamentari

Ecco la storia degli ultimi anni di promesse: dai governi di B. a quello di Prodi decine di promesse, ma senza risultato. Ora anche la nuova bozza di riforma elettorale del vertice “Abc” prevede una mini-riduzione dei seggi, ma è già a rischio.

Potevamo partire anche da 30 anni fa, dalla Bicamerale per le riforme del 1983 e di sicuro avremmo trovato qualcuno che chiedeva la riduzione del numero dei parlamentari. Abbiamo deciso di limitarci agli ultimi dieci anni, che bastano a collezionare dagli archivi Ansa migliaia di proclami su un taglio degli eletti alle Camere che, naturalmente, non c’è mai stato. Del resto, chiedere a deputati e senatori di autoridursi sarebbe come chiedergli di tagliarsi un braccio da soli.

Il 24 luglio 2002 Silvio Berlusconi era al governo e spiegava che uno dei punti del loro programma era proprio la diminuzione del numero dei parlamentari che con il Senato delle autonomie avrebbe realizzato un federalismo “di buon senso”. In realtà la diminuzione dei rappresentanti era nei programmi di entrambe le coalizioni che si presentarono alle urne nel 2001. L’8 novembre 2002, in una puntata di Porta a Porta durante la quale si diceva pronto per il Quirinale, Berlusconi annunciò una riforma che prevedeva – guarda un po’ – la riduzione dei parlamentari. Stesso proclama il 9 febbraio e il 31 luglio 2003.

Il 2 marzo 2004 tocca a Gianfranco Fini: “Nelle riforme è previsto un drastico ridimensionamento del numero dei parlamentari, che non saranno più 915 ma 600”. Bastano pochi mesi e il 6 luglio la Casa delle Libertà annuncia che no, non si possono tagliare 315 posti, al massimo si può arrivare a 750. Sarà Pier Ferdinando Casini, da Vienna, a sostenere il 5 ottobre dello stesso anno che “la riduzione del numero dei deputati è un elemento positivo che dimostra la capacità di essere vigili e selezionare la classe dirigente”. Peccato che la riforma tanto annunciata non sia mai arrivata. Perché il governo Berlusconi aveva realmente inserito nel ddl sulle riforme costituzionali l’intenzione di tagliare i parlamentari. Un buon avvocato potrebbe dire che quella riforma, approvata ben 4 volte tra Camera e Senato, fu poi bocciata dai cittadini col referendum. Ma all’interno prevedeva una riduzione dei parlamentari soltanto a partire dal 2016. Cioè quando buona parte degli onorevoli allora seduti sugli scranni staranno riscuotendo il vitalizio. Lo fece notare, all’indomani del “no” dei cittadini, anche Luciano Violante: “L’unica cosa positiva era la riduzione del numero dei parlamentari, ma va fatta scattare prima del 2016”.

Cambia il governo, vengono eletti sempre 915 parlamentari, e si riparte col balletto: riunioni, accordi, tensioni. Ma la riforma non va in porto. Il 18 gennaio 2007 il democratico Vannino Chiti incontra il leghista Roberto Maroni per cercare un punto di contatto sulla legge elettorale che – neanche a dirlo – portava con sé l’ipotesi di un taglio al numero degli eletti. Nella bozza Chiti erano previsti di nuovo 600 parlamentari, 400 deputati e 200 senatori.

I ministri dell’allora governo Prodi non perdono tempo per elogiare l’iniziativa: “Il governo si impegna in Parlamento per la riduzione del numero dei parlamentari” dichiara Linda Lanzillotta il 13 luglio 2007. “È un segnale positivo e giusto” sostiene Alfonso Pecoraro Scanio il 4 ottobre. E nel frattempo anche l’allora presidente della Camera, Fausto Bertinotti, aveva benedetto l’ipotesi. Che alla fine è rimasta tale. Dopo la nascita del Partito democratico, il nuovo segretario Walter Veltroni non perde occasione per ribadire l’importanza della riforma, ma il progetto non decolla. Rosy Bindi il 4 aprile 2008 parla del taglio dei rappresentanti come una modifica “chirurgica” da fare alla Costituzione. Non avverrà. Cambierà di nuovo governo, gli eletti saranno ancora 915 e il primo a pronunciarsi sarà il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, auspicando “meno parlamentari”. Per Mariastella Gelmini “meno quantità non è meno qualità”. Allora perché non ci si riesce?

Tocca a Pier Luigi Bersani diventato segretario del Pd: “Occupiamoci di cose serie, come la riduzione del numero dei parlamentari”. Forse non lo erano abbastanza. L’8 aprile 2010 di nuovo Maroni sentenzia: “Se non faremo le riforme in 3 anni avremo fallito”. Missione compiuta. Il 9 maggio 2011 Berlusconi sostiene che “siamo l’unico paese al mondo con 1000 parlamentari”, e Anna Finocchiaro assicura che “il dimezzamento ci sarà entro settembre” (sempre del 2010…). Il 9 settembre 2011 il Senato stava esaminando 6 ddl costituzionali. Dieci giorni dopo c’era un’intesa per 450 deputati e 250 senatori. Ancora niente.

Il resto è cronaca delle ultime ore: un accordo ABC (Alfano, Bersani e Casini) sulla legge elettorale che prevede anche una serie di riforme costituzionali, compreso un taglio dei parlamentari al ribasso (500 e 250), che già scricchiola. Perché nei partiti maggiori sono in molti a rifiutare l’intesa. “É necessario che Alfano convochi il partito per discutere su un argomento vitale per la politica e per il Paese – ha dichiarato il senatore del Pdl Altero Matteoli – senza una sintesi le conseguenze possano essere gravissime”. Come quelle previste per il Pd da Arturo Parisi: “Il vertice del Pd, ovvero Violante per conto di D’Alema e Bersani, hanno intrapreso questo viaggio a ritroso, hanno fatto l’accordo con gli altri e poi lo sottoporranno all’assemblea a cosa fatta. Mi chiedo se i dirigenti non debbano tornare ai loro vecchi partiti. L’accordo è un imbroglio, perché la maggior parte degli eletti sarà scelto dalle segreterie dei partiti, questo è un porcellinum”. Ma anche i partiti minori non ci stanno. “Se la riforma della legge elettorale sarà quella che si legge sui giornali, ci sarà una reazione durissima, innanzitutto contro il Pd” ha minacciato Nichi Vendola. Se finirà come tutte le volte negli ultimi dieci anni, il leader di Sel può dormire sonni tranquilli.

Da Il Fatto Quotidiano del 29 marzo 2012

Un consiglio:votate la vera alternativa alla politica! Movimento 5 Stelle

Apple,rimborso per iPad 4G in Australia: Rete non Compatibile

Arrivano i primi grattacapi per Apple a seguito del lancio del nuovo iPad sui mercati internazionali. In particolare è l’Australia a far preoccupare la Mela, per via di indicazioni fuorvianti in merito alla connettività 4G/LTE del nuovo tablet di Cupertino. Il nuovo iPad è infatti equipaggiato con un modulo 4G/LTE in grado di operare alle frequenze di 700MHz e 2100MHz e pertanto non compatibile con le reti 4G australiane che operano a 1800MHz e nemmeno con le reti europee per le quali lo standard 4G/LTE prevede l’uso delle frequenze 800/900/1800/2600MHz. Se su larga parte del mercato europeo si attende ancora l’offerta commerciale dei servizi 4G/LTE, sul mercato Australiano è l’operatore Telstra che offre servizi di connettività 4G/LTE già dallo scorso mese di agosto. Sulla base di ciò, e considerando che la connettività 4G/LTE rappresenta uno dei punti di forza del nuovo iPad, l’Australian Competition and Consumer Commission, l’associazione dei consumatori australiana, sostiene che la Mela stia ingannando gli utenti con informazioni fuorvianti che inducano il pubblico a credere che sia possibile utilizzare il nuovo iPad sulla rete 4G/LTE dell’operatore Telstra. L’ACCC ritiene necessario che vengano adottati una serie di provvedimenti nei confronti della Mela, a partire da multe, per passare a una modifica della pubblicità del prodotto, arrivando ai rimborsi per i consumatori interessati.

Alla luce della reazione dell’ACCC, Apple ha cercato di gettare acqua sul fuoco proponendo essa estessa una campagna di rimborso per gli utenti, che verranno contattati personalmente tramite una mail informativa. I rappresentanti legali dell’azienda di Cupertino hanno inoltre fatto sapere che Apple andrà a modificare tutti i riferimenti alla tecnologia 4G/LTE specificando ove essa sia effettivamente supportata e dove, invece, non è possibile utilizzarla. Sarà ora necessario attendere una nuova udienza in tribunale, che secondo l’ACCC potrebbe essere fissata in aprile, affinché l’associazione consumatori possa esprimere il proprio parere sulle azioni intraprese da Apple. Senza contare che l’episodio australiano potrebbe rappresentare, per altre associazioni di consumatori europee, un precedente a cui ispirarsi.

Per concludere lascio una chicca per tutti gli Apple-fan che affermano che l’iphone sia il “creatore” della sua forma che tutti copiano:

Fonte: Hw upgrade dot IT

La battaglia di Apple per imporre nuovi standard sugli alloggi delle Nano-Sim (per tornaconto economico)

Ancora una volta la Apple non si smentisce in fatto di tentativi di imposizione sugli altri per sottrarre denaro tramite battaglie legali,”pseudo-brevetti proprietari” (almeno così affermano) e non.L’ultima ideona dell’azienda di Cupertino sarebbe quella di obbligare alle altre multinazionali (Nokia,RIM,Motorola etc.) di inserire l’alloggio metallico nei loro prossimi terminali,alloggio,ovviamente,”brevettato” da loro,il tutto per chiedere denaro.Nella fattispecie,tutti sono d’accordo sull’uso futuro standard delle Nano-Sim in sostituzione della classiche Sim,è l’inserimento all’interno degli smartphone a spaccare i fronti.

L’European telecommunications standards institute si pronuncerà sulla questione la prossima settimana. L’Etsi è un organismo indipendente ma Apple dispone di molti voti attraverso le sue sei sussidiarie europee (45 voti per ogni società con fatturato superiore a otto miliardi di euro). Nokia, che dispone di 92 voti, ha protestato contro le registrazioni multiple da parte di uno stesso gruppo.In conclusione,niente di nuovo,solite manovre scorrette dell’azienda dalla mela morsicata….una domanda mi sorge spontanea:perché loro non si adattano allo standard del caricabatteria micro-usb usato su tutti i device europei tramite accordo (già,bisogna comprare un adattatore apposito,come se i prezzi dei loro terminali fossero bassi…) al posto di pensare di imporre cose sue agli altri?

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